PayPal accetterà pagamenti in Bitcoin

Per la cripto moneta è la svolta

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L’inarrestabile ascesa di Bitcoin* ha fatto i conti con momenti decisamente duri che ne hanno messo a repentaglio il futuro. La solita instabilità, il fallimento di Mt.Gox, il costante accostamento ai business sporchi del deep web. Nelle ultime settimane, però, il vento pare essere cambiato. Prima la Federal Election Commission degli Stati Uniti che ha approvato l’utilizzo di Bitcoin in materia di donazioni elettorali. Ora PayPal, l’azienda di transazioni finanziarie online più importante al mondo, che strizza l’occhio alla cripto moneta e che presto integrerà proprio l’opzione Bitcoin nei suoi servizi di pagamento.

PayPal è una società di proprietà di eBay (che la rilevò nel 2002 per un miliardo e mezzo di dollari), e conta circa 300 milioni di conti attivi. Un vero e proprio colosso della finanza online. Un “gorilla”, come lo hanno ribattezzato negli States, che fino a oggi ha poggiato le sue basi sulle carte di credito. Un gigante che muove fiumi di danaro. Ben 145 miliardi di dollari sono passati dal “caveau” di PayPal nel 2012. Oggi la società con sede a Palo Alto apre le porte a Bitcoin, perché se il futuro finanziario online bypasserà le carte di credito, quelli di PayPal non vogliono rimanere indietro.

A rivelare l’intenzione di PayPal di abbracciare la moneta virtuale è stato John Donahoe, l’amministratore delegato di eBay Inc, che durante l’ultima riunione con gli azionisti si è lasciato andare in pareri del tutto favorevoli verso Bitcoin, ammettendo che il supporto su PayPal è un progetto che l’azienda sta prendendo in seria considerazione.

*Per saperne di più:

Bitcoin (simbolo: ฿; codice: BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2009. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. Convenzionalmente, il termine Bitcoin maiuscolo si riferisce alla tecnologia ed alla rete mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione di proprietà dei bitcoin.

La rete Bitcoin consente il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di “portafoglio” digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin”. La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di bloccare la rete, sequestrare bitcoin ai legittimi possessori o di svalutarla creando nuova moneta.

Francesco Iannello [Sole24Ore]

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